Libera la coscienza 

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Durante parecchi anni mi sono detta che ero matta. Mi chiedevo se c’erano altre persone con gli stessi miei sentimenti.

Poi, scoprendo questo sito web, ho potuto vedere  che ci sono tante persone che hanno vissuto e sentito quanto ho vissuto io quando ho lasciato il movimento. Questo mi da coraggio per continuare, e mi da anche la forza di scrivere qualcosa sul vostro sito. Questo sito mi sembra veramente molto importante, vi prego di andare avanti con questo lavoro perché ne c’è tanto bisogno!

A chi è nel dubbio rispetto alla permanenza nel movimento vorrei dire questo: c’è una vita dopo il focolare! Ed è una vita molto grande e bella! Vivrai gli avvenimenti con più grande intensità e godrai molto di più di tutto quanto succede intorno a te, perché puoi finalmente essere “uomo”, un essere umano, con la tua anima vera e con i tuoi sentimenti ed emozioni. Anzi, con i tuoi soldi e con i tuoi vestiti.

Chi non conosce il movimento dei focolari dall’interno si chiederà di che cosa sto parlando.

Ma lo scrivo per te che sei nel movimento: se tu capisci quanto sto dicendo, tu sei sul punto di cambiare vita.

Sono cresciuta nel focolare. Lo conosco da quando ero piccola. Sono ormai uscita dal movimento da tanti anni, ma incontro ancora spesso un ostacolo: l’insicurezza. Per capire da dove viene questo sentimento ci vuole qualche spiegazione.

C’è chi entra nel movimento liberamente all’età adulta, altri vi nascono. La prima cosa che impari allora è: rinnegare te stesso per vivere per l’altro. Ti si dice che non c’è spazio per Dio se dentro te rimane ancora un po’ di spazio per te stesso.
Mi sembra molto positivo il fatto di non vivere solo per te, ma di stare anche attento all’altro. Ma nel movimento si va molto più lontano.

Un amico che ha lasciato il movimento mi raccontò un giorno quanto gli è successo durante un “ora della verità” – un incontro durante il quale gli altri ti dicono che cosa sembra loro positivo nel tuo modo di essere e che cosa dovresti cambiare o migliorare. Durante 3 ore, quest’amico ha sentito dire soltanto cose negative nei suoi confronti. Alla fine, qualcuno ha trovato un elemento positivo, ossia che gli si poteva dire apertamente tutto ciò che “non andava giù”. Nessuno si è mai preoccupato di aver del tutto destabilizzato il mio amico durante questa sessione.

La parte più profonda della tua persona va distrutta e alla fine sei soltanto un contenitore vuoto che può essere riempito di quanto gli altri vogliono.

Si potrebbe dire che tu stesso ti sei lasciato distruggere.

Ma si tratta di un processo lento che si svolge durante anni, dove tu perdi ogni giorno qualcosa di te stesso, e in più gli altri ti fanno credere che questo sia un bene. Tu dai così un tuo contributo perché “Gesù in mezzo” ci sia, e secondo loro Lui c’è se tu ti perdi completamente. Tu dimentichi soltanto che “l’altro”, quello che ti distrugge, è  soltanto un essere umano che spesso non è affatto “pieno di amore” ma usa male il potere che gli è stato dato.
Qualche volta succede anche che ti dicano cose positive, soprattutto su come “hai fatto bene questo o quello”. Così, forse, avanzerai un po’ nella gerarchia dentro il movimento.
Ormai ne fai parte. Ma, per poterne far parte, tu perdi te stesso ancora di più. Quel poco di te stesso, che forse è sopravissuto, è imprigionato nelle bugie che sono state dette su di te.
Adesso, dopo anni che ho lasciato il movimento, sono potuta crescere per diventare une persona adulta e responsabile. La gente che mi conosce vede in me una persona che dà un suo contributo per un mondo migliore. Un contributo più importante di quello che ho mai potuto dare durante i miei anni nel movimento.

Ma la strada è stata molto lunga. Quante lacrime e insicurezze! Tanti sono stati i miei dubbi: chi sono? posso vivere? sono realmente così limitata, così cattiva?

C’è stato bisogno di tanto tempo perché potessi scoprire chi ero veramente e che ero un essere umano normale, addirittura buono.

Il tempo per arrivarci è stato lungo perché i metodi di “lavaggio di cervello” del movimento ne hanno ostacolato il cammino. Anche se ci sono centinaia di persone che ti dicono che non sei cattivo e che non hai fatto male, le ferite e tutte le insicurezze hanno bisogno di molto tempo per guarire. Sono fortunata perché ho incontrato tante persone buone che hanno creduto e credono in me. Che mi amano, così come sono, con i miei limiti e che non devono “fare i conti” con me. Persone che piangono con me, che ridono con me, senza chiedere nulla in cambio.

Non sono più sola, e questo è proprio ciò che ti auguro!
Se tu leggi quanto ho scritto finora e lo capisci, se desideri essere amato per ciò che sei realmente e non  perché fai quanto l’altro aspetta da te, allora posso dirti che esiste una vita dopo il focolare.

Tu troverai la tua strada e sarai felice. E non devi perdere il tuo ideale, non devi perdere Dio. Ciò che perderai saranno tutte le persone che hai considerato per tanti anni come la tua famiglia o come i tuoi amici. Loro non potranno accettare che tu puoi stare bene senza il movimento. Da questo capirai che non desiderano tanto il tuo benessere, ma che interessa loro soprattutto il benessere del movimento. E poi capirai che non hai bisogno di tutto quanto non è “vero”. Incontrerai persone di  tutti gli strati della società che ti faranno capire, a modo loro, che contano realmente per te e che ti danno molto di più di quanto avresti potuto ricevere dentro il movimento.
Sono diventata una persona più completa, mi curo meglio di prima e così posso anche curare meglio chi mi sta vicino, molto di più di quando ero nel movimento. Ho sempre l’ideale di un mondo migliore, ma so che non sarà mai possibile essere “uno” dentro il movimento, perché lì hanno tanti altri interessi.

Spero di cuore che chi è presidente, dopo Chiara, tenga conto dell’ essere umano che sta dietro il focolarino. Il mio cuore è con i focolarini, perché cercano prima di tutto di vivere il loro ideale, senza capire che con ciò perdono se stessi per diventare solo dei burattini.

Penso di avere il diritto di dire questo, perché sono stata esattamente così anch’io. Onestamente, auguro il meglio a ciascuno di loro.

Un ex-membro del movimento dei  Focolari 

 


Gesu pianse...

Secondo un'articolo che e apparso in un'edizione speciale del giornale cattolico italiano Avvenire (19 marzo 2008) per segnalare la morte di Chiara Lubich, 'Hanno [i focolarini] deciso, "Niente lacrime a Roma [ai funerali della Lubich] perche non e morta. Vive per sempre in tutti noi." ' Piuttosto che dare una testimonianza della vita eterna ai milioni che hanno seguito la trasmissione in diretta su RAI 1 o sull'internet (e si suppone che questo era l'intenzione dei capi focolarini) questo atteggiamento stoico ha prestato una strana atmosfera di disagio agli avvenimenti.

Un mio amico che non ha mai avuto contatti col movimento ma e familiare con le sue idee, mi ha detto che gli sembrava che i membri erano cosi abituati a ricevere ordini su come sentire e reagire che in queste circostanze straordinarie non sapevano come reagire affatto. In realta, avevano ricevuto istruzioni precisi su come comportarsi ed era questo che ha dato alla ceremonia l'aria di stranezza e distacco. Io invece, un ex-membro che sente ancora affetto per tanti membri dell'Opera e certamente per la fondatrice - nonostante le mie tante obiezioni alle pratiche del movimento - era commosso fino al pianto e l'ho trovato molto strano che quelli che si vantano di essere i suoi seguaci piu fedeli sono rimasti impassivi. Solo don Oreste Basso, uno dei primi focolarini ed il 'co-presidente' del movimento dei Focolari, ha avuto un momento di commozione quando ha ringraziato i pezzi grossi presenti nel suo ruolo di rappresentate dell'Opera.

Ma dall'altra parte, i vecchi hanno la tendenza alle lacrime ed e riuscito in poco tempo a calmarsi. Le prime compagne di Chiara, Eli Folonari e Graziella de Luca, invece hanno scherzato insieme fuori la Basilica dopo la ceremonia come fosse stata una Giornata od una Mariapoli molto riuscita. I funerali della Lubich hanno messo in rilievo uno dei difetti piu grossi del movimento dei Focolari: la pressione sui membri di distaccarsi dalle loro emozioni. In questo caso, la pressione era cosi forte che la reazione spontanea della maggioranza dell'umanita in circostanze simili era assente. Suor Madeleine, fondatrice delle Piccole Sorelle di Gesu, disse una volta che prima di essere cristiani bisogna essere umani; ma questo e piuttosto difficile per i focolarini per i quali il termine stesso 'umano' e negativo! I psicologi direbbero che il distacco dai propri sentimenti promosso dal movimento e patologico e molto pericoloso per la salute mentale.

Difatti, puo darsi che questo sia la causa principale della depressione e malattia mentale che e cosi comune nel movimento a tutti livelli. Adesso che e scomparsa la fondatrice, un'indagine aperta e profonda su questo aspetto potrebbe essere di grande aiuto sia per i membri correnti sia per gli ex. La vera buona novella non e certa una recetta per la malattia mentale. Se e veramente parola di Dio, deve essere proprio l'opposto. Mi ricordo, durante il mio soggiorno a Loppiano, del funerale di una ragazzina, figlia di focolarini sposati, che si e spenta in seguito ad una malattia ereditaria molto dolorosa. C'era un'amtosfera di celebrazione maniacale e neanche i genitori o fratelli hanno mostrato il minimo segno di tristezza o di lutto. Mi domandai allora, ed mi sono domandato durante gli anni successivi, perche nessuno si e accorto che questo e lo stile dei focolarini e non del vangelo. Gesu era certamente in contatto con le sue emozioni e non temeva di mostrarle apertamente. In particolare, pianse sulla morte di Lazzaro, anche se doveva sapere che possedeva il potere di fargli risorgere. Questo e sicuramente la reazione buona, umana alla morte di una persona cara. Ed e questo il cuore del problema.

Cos'e la natura dell'amore predicato dai focolarini se e cosi disincarnato che sente nessuna reazione alla morte di una che ama al punto di essere pronto a morire per ella? Nella vita, come nella morte, la reazione alla perdita di amici che si suppone di essere cari e ugualmente fredda - come nel caso di membri che lasciano il movimento per esempio. E possibile che l'amore vero e compatibile con un tale mancanza di emozione? Mi ha turbato per molto tempo che la virtu evangelica della compassione non trovava posto fra gli insegnamenti del movimento. Ma leggiamo che Gesu aveva compassione sulla folla e che pianse su quello che stava per avvenire a Gerusalemme. Si paragonava perfino ad una gallina che raccoglie i pulcini intorno a se: un'immagine piena di tenerezza ed emozione.

Ma come possiamo aspettare che i foclarini riescono a 'sentire' o 'soffrire' con gli altri se mancono cosi tanto di fiducia nei sentimenti? Mi ricordo come, poco temo dopo essere uscito dal focolare, era commosso da un programma all TV, o forse era un film, che mi fece piangere per la prima volta in quasi dieci anni - il periodo durante il quale facevo parte del movimento. Non mi ero commosso in tutti quegli anni, ma di colpo i miei sentimenti erano liberati dalla loro prigione. Ma com'e possibile obbedire al commandamento di Gesu 'Piangete con quelli che piangono' se non riusciamo a piangere noi stessi?

Piuttosto che seguire la linea stoica dei focolarini, preferisco prendere la via indicata da Gesu: 'Beati quelli che fanno cordoglio perche saranno consolati.'

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   Update: 2008-6-08               Visitors:
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